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Criteri aggiuntivi regionali per la progettazione

 

LINEE GUIDA E CRITERI AGGIUNTIVI PROVVISORI PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO CIVILE NEL TERRITORIO DELL’EMILIA-ROMAGNA

 

La Regione Emilia-Romagna, nel rispetto dei principi sanciti dagli articoli 2, 4, secondo comma, 11 e 52 della Costituzione e ispirandosi ai principi previsti dalla normativa nazionale in materia di servizio civile, da dieci anni ha orientato la propria azione allo sviluppo e alla valorizzazione del servizio civile nel territorio regionale, cercando di accrescere le conoscenze, le competenze, la dignità di tutti soggetti interessati (giovani, enti e comunità), responsabilizzandoli e rinunciando ad ogni forma di delega, che impoverirebbe l’intero sistema. In particolare, per evidenziare l’unicità d’azione con il servizio civile nazionale (di seguito SCN), nello spirito di leale collaborazione tra le diverse Istituzioni coinvolte ricordato dalla Corte Costituzionale nei suoi recenti interventi sulla materia (ci si riferisce alle decisioni nn. 228 e 229 del 2004 e n. 431 del 2005), si richiamano i seguenti principi e finalità che caratterizzano le iniziative regionali:

- sostenere e sviluppare il servizio civile, quale occasione di crescita e valorizzazione della persona

in tutto l''arco della vita, con particolare riferimento al mondo giovanile, sul piano culturale, della solidarietà e della cittadinanza attiva come temi coessenziali all''educazione, all''istruzione ed alla formazione, per concorrere alla prevenzione dell''esclusione sociale;

-favorire l''ingresso nel mondo del lavoro per i giovani con aumentata consapevolezza dei temi sociali;

-sostenere e valorizzare il servizio civile, quale importante risorsa della comunità, attraverso progetti finalizzati a soddisfare i bisogni sociali, culturali, spirituali, ambientali, di protezione civile ed educativi, favorendo la coesione sociale;

-sostenere, sentita la struttura statale competente per il servizio civile ed in raccordo con i Coordinamenti provinciali degli Enti di servizio civile, le necessarie azioni di orientamento, programmazione e formazione;

-promuovere il senso di appartenenza alla comunità regionale, nazionale, europea ed internazionale;

-valorizzare, ai sensi della legge n. 230 del 1998, il diritto soggettivo dell''obiezione di coscienza all''arruolamento negli eserciti e promuovere la cultura della pace, della nonviolenza e della solidarietà, la cooperazione decentrata,gli scambi ed i gemellaggi, il confronto interculturale, i diritti umani, quali efficaci fattori di prevenzione della guerra e di ogni forma di degenerazione armata dei conflitti.

Gli strumenti a tal fine individuati, oltre alle prestazioni di servizio civile volontario svolte da giovani di età compresa tra i 18 ed i 28 anni, sono le azioni formative, informative e di sensibilizzazione rivolte agli studenti che adempiono l''obbligo formativo, ai loro insegnanti, alle loro famiglie ed alle persone frequentanti centri d’aggregazione e le attività formative e di addestramento rivolte ai giovani ed ai responsabili di servizio civile.

Per raggiungere questi risultati la normativa regionale individua quale ambito territoriale ideale quello provinciale e al suo interno prevede la costituzione dei Coordinamenti Provinciali degli enti di servizio civile (CO.PR.E.S.C.), associazioni miste pubblico-privato, che hanno l''obiettivo di realizzare azioni condivise e coordinate per l''implementazione del SCN. Tra le azioni che si stanno manifestando più utili e necessarie, quelle relative alla sensibilizzazione congiunta della comunità durante l''intero arco dell''anno, alla promozione congiunta del bando e all''orientamento dei giovani nella scelta del progetto, alla formazione coordinata e congiunta degli enti per le figure accreditate e alla formazione generale coordinata e congiunta degli enti a favore dei giovani in servizio civile meritano una valorizzazione particolare nella valutazione dei progetti, affinché si possa sempre più consolidare un''idea comune del SCN e l''esperienza dei giovani, orientando le attività connesse e garantendo un completo e proficuo utilizzo delle risorse pubbliche ad esso destinate.

In modo analogo è opportuno valorizzare le iniziative che, coerentemente con le previsioni della legge regionale, perseguono la qualità del SCN attraverso la sua diffusione tra enti, giovani e comunità presenti nel territorio regionale, anche con occasioni e opportunità d''incontro tra giovani, non solo dello stesso ente, e tra giovani e personale dell''ente e più in generale con il territorio. La partecipazione, dunque, del maggior numero di enti, portatori d''esperienze e di proposte diversificate, rivolgendo comunque un''attenzione alla qualità, consente di coinvolgere maggiormente il territorio regionale, non limitandosi ai comuni capoluogo ma attivando anche quelli periferici e appenninici, e d''intercettare i molteplici interessi/disponibilità dei giovani e i numerosi bisogni della comunità. In tal modo, oltre a garantire le finalità del SCN, si possono creare i presupposti perché il servizio civile sia effettivamente un bene comune e, in quanto tale, venga riconosciuto, attuato e rigenerato.

Gli obiettivi di qualità che s''intendono raggiungere mirano ad elevare il livello della proposta di servizio civile su tutto il territorio regionale e se nell''immediato l''applicazione dei criteri aggiuntivi regionali comporterà l''attribuzione di un punteggio ai soli progetti degli enti iscritti all''albo regionale, ciò non toglie che, per il fine perseguito, siano proposti negli stessi termini e con le medesime modalità anche agli enti iscritti all''albo nazionale, per i progetti previsti in Emilia- Romagna, con l''auspicio che il percorso comune iniziato possa proseguire anche in questa circostanza. A tal fine si comunicheranno i criteri aggiuntivi regionali all’Ufficio Nazionale per il servizio civile (di seguito UNSC), perché possa tenerne conto e, nel caso, valutarli nell’ambito dei punteggi nazionali, in analogia a quanto operato dalla Regione per i progetti di rilevanza regionale.

Allo stesso modo e nel rispetto degli obiettivi posti dalla normativa regionale di promuovere ed incentivare particolari ambiti progettuali innovativi, quali i corpi civili di pace, le forme alternative e nonviolente di intervento in situazioni di crisi e di conflitto, il sostegno allo sviluppo delle comunità, confidiamo che anche la progettazione del servizio civile all''estero, il cui esame è di esclusiva competenza dell''UNSC, possa fare riferimento a quei criteri aggiuntivi regionali che coinvolgono obiettivi comuni, nel convincimento che azioni comuni di sensibilizzazione, formazione e monitoraggio siano di reciproco arricchimento e, soprattutto, di crescita per le nostre comunità.

Quanto precede non può essere disgiunto, evidentemente, dall''attuazione sia del monitoraggio esterno ai progetti, sia delle verifiche ispettive, finalizzati, rispettivamente, a cogliere l''andamento dei progetti e il rispetto delle disposizioni normative e regolamentari che regolano la progettazione e l''accreditamento nel SCN. In ogni caso la mancata attuazione delle previsioni progettuali comporterà un’adeguata penalizzazione (dal minore punteggio, inversamente proporzionale a quello ottenuto indebitamente, a un deflettore pari ai 20 punti regionali, qualora le mancanze riguardino più di un progetto, e fino alla non approvazione dei progetti) nelle successive valutazioni dei progetti a titolarità dello stesso ente.

LE TABELLE INDICATIVE PER LA COMPILAZIONE DELLE SCHEDE PROGETTO A CURA DEGLI ENTI POSSONO ESSERE RICHIESTI ALLO SPORTELLO INFORMATIVO DEL COPRESC DI MODENA