OGGETTO: APPELLO PER LA SALVEZZA DEL SERVIZIO CIVILE
pubblichiamo di seguito l'appello che il nostro Coordinamento ha lanciato al nuovo Ministro con delega al Servizio Civile Nazionale Andrea Riccardi
All’indomani dell’assegnazione al suo Ministero della delega al Servizio Civile, il Coordinamento provinciale degli Enti di Servizio Civile di Modena (denominato Co.Pr.E.S.C.) intende esprimerle un ringraziamento per l'impegno e l'attenzione che vorrà prestare a questo percorso e un augurio che possa essere un lavoro positivo.
Vorremmo in particolare presentarle la realtà del Servizio Civile nella provincia suddetta, territorio che si è sempre contraddistinto per la sua sensibilità al tema del sociale e all’impegno dei giovani: prova ne è che, fin dai tempi dell’Obiezione di Coscienza, 1 ragazzo su 3 in età di leva optava per il Servizio Civile sostitutivo, introdotto dalla Legge 772/72 e successivamente riformato dalla Legge 230/98. Il nostro coordinamento fa parte di una rete di altri 8 coordinamenti di enti per ciascuna provincia, istituiti dalla Legge Regionale 20/2003 con lo scopo di diffondere la cultura del Servizio Civile e favorire buone pratiche di formazione fra i volontari impegnati nei progetti e gli operatori degli enti che si occupano del loro tutoraggio oltre che monitorare i progetti che si realizzano.
Nella nostra provincia sono 517 i giovani che hanno fatto domanda nelle scorse settimane per svolgere nel 2012 un anno di Servizio Civile Nazionale volontario presso gli enti accreditati (Comuni, associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali), rispetto ad un totale di 115 posti disponibili. Lo scorso anno furono 448 le candidature per 120 posti.
Un interesse giovanile che sperimentiamo quindi essere sempre più diffuso, nonostante il progressivo calo delle possibilità concrete di questi percorsi determinato dai minori stanziamenti previsti per il Fondo Nazionale per il Servizio Civile nella legge di stabilità.
A questo si aggiungono i gravi disagi che nelle ultime settimane stiamo affrontando.
Infatti, l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, date le minori risorse stanziate per il bando 2011 per cui già erano avvenute le selezioni, ha deciso di dilazionare l'avvio dei ragazzi in scaglioni da gennaio a ottobre 2012.
Sì, proprio così: adesso ci troviamo a dover spiegare ai giovani che abbiamo fatto un bando con il quale abbiamo chiesto loro di dedicare un anno al Servizio Civile, li abbiamo chiamati alle selezioni facendo riferimento a un calendario che prevedeva il servizio da inizio 2012 a inizio 2013, ma che le “regole” sono cambiate. Dobbiamo dire ai giovani che inizieranno mesi dopo, senza alcuna data precisa e con un preavviso minimo. Dobbiamo comunicare e giustificare (impossibile!), come ne fossimo direttamente responsabili, una forzatura che lascia anche dubbi di legittimità, ma senz'altro nessuno sulla mancanza di rispetto verso i giovani e il loro progetto di vita!
Questa scelta, oltre a compromettere la realizzazione di azioni formative e di monitoraggio condivise tra le varie realtà provinciali, e quindi comportando una maggior spesa oltre che una perdita in termini di confronto reciproco, avviene in una fase di incremento di disoccupazione giovanile e condizioni precarie diffuse anche sul nostro territorio per le giovani generazioni.
Il rischio è quello di compromettere l'idea stessa per i giovani di un futuro nel nostro Paese, ma anche di alimentare la percezione di distacco e di sfiducia nei confronti delle Istituzioni dello Stato, a partire da quelle più prossime ai cittadini, e dell'associazionismo e del volontariato, che si presentano poco credibili di fronte a una proposta che viene posticipata di anche 10 mesi rispetto all'avvio promesso, con un preavviso di neanche due mesi dato ai ragazzi sulla data effettiva dell'avvio.
Inoltre i tagli al Fondo Nazionale per il Servizio Civile mettono a rischio di esaurimento un'esperienza di forte impatto formativo, di orientamento, di conoscenza del territorio e delle Istituzioni e associazioni funzionale anche alla partecipazione positiva alla vita della comunità locale e nazionale; un'esperienza che vede valorizzate le capacità dei giovani, che può risvegliare le loro passioni per gli altri e il territorio in cui vivono.
Apprendiamo con disappunto che non viene previsto invece nessun taglio alle spese per la Difesa, gli armamenti, l'esercito e le esperienze di avvicinamento alle Forze Armate come la mini naja. Investimenti che riteniamo assolutamente secondari rispetto alla costruzione di un sano tessuto sociale e civile, utile anche a rispondere con forza e rinnovate energie ai sacrifici richiesti dalla crisi economico-finanziaria.
Per questo Le rivolgiamo il nostro appello affinché venga reintegrato il Fondo Nazionale per il Servizio Civile e venga affrontato questo processo con modalità rispettose dei ragazzi e delle ragazze che desiderano spendersi, attraverso di esso, per il Nostro Paese.
Nella seconda metà di gennaio il nostro Coordinamento intende organizzare un incontro pubblico fra tutti gli aspiranti volontari e coloro che hanno terminato l’esperienza: questo allo scopo di far incontrare aspettative e speranze dei ragazzi che vorrebbero iniziare il Servizio Civile con l’esperienza e la maturazione di chi ha completato questo percorso.
Non rimedieremo di certo alla mancanza di rispetto subita dagli aspiranti volontari, ma, almeno, contiamo di ribadire il nostro sostegno alla loro scelta e il nostro impegno.
Vorremmo potessero confrontarsi con chi ha la responsabilità del loro progetto e che ha ereditato quella di scelte così difficilmente condivisibili.
Per questo, ci terremmo molto ad averla ospite di questo evento, compatibilmente con i Suoi impegni istituzionali, e per poter approfondire ulteriormente i temi che tratteremo in tale occasione.
